L’ecografia doppler già nel primo trimestre di gestazione può essere estremamente utile nella diagnosi precoce di pre-eclampsia e di ritardo della crescita fetale in donne a rischio.
Sono questi i risultati di un studio condotto nel reparto di Ostetricia e Ginecologia degli Ospedali Riuniti di Bergamo, e recentemente pubblicato sulla rivista europea di riferimento “European Journal of Obstetrics & Gynecology and Reproductive Biology”. Allo studio hanno preso parte 139 donne, ognuna con una storia recente di pre-eclampsia, episodi di morte intrauterina o aborti spontanei.
Ad oggi, circa 7 bambini su 100 alla nascita presentano un quadro definito di ritardo di crescita intrauterina che comporta un rischio molto più alto rispetto alla norma di morte o complicanze a breve e lungo termine. Spesso questa condizione è concomitante alla comparsa nella gestante della pre-eclampsia, una malattia caratterizzata da un aumento della pressione arteriosa, gonfiore associato alla presenza di proteine nelle urine e anomalie nel processo di coagulazione del sangue. La pre-eclampsia costituisce una causa di mortalità sia fetale che materna ed è una delle maggiori complicazioni della gravidanza sia come frequenza che come gravità. Nonostante i sintomi si manifestino nelle fasi tardive della gravidanza, i meccanismi responsabili della patologia insorgono molto precocemente, presumibilmente per problemi legati al processo di impianto e di formazione della placenta. Il riconoscimento precoce della malattia e l'identificazione delle donne a rischio sono quindi di vitale importanza, perché la tempestività dell'intervento medico permette di salvaguardare la vita della mamma e del feto.
La flussimetria doppler è una delle tecniche ecografiche che permettono di valutare lo stato di benessere fetale. Questo esame studia la resistenza che il sangue incontra nello scorrimento attraverso le arterie uterine della madre, responsabili dell’apporto di nutrimento al feto. Lo studio condotto ai Riuniti dimostra che un aumento della resistenza al flusso di sangue nelle arterie uterine comporta un incremento del rischio di pre-eclampsia per la madre e di ritardo di crescita per il feto e che pertanto la flussimetria doppler può giocare un ruolo fondamentale nella diagnosi precoce.
«La predizione e la diagnosi precoce della pre-eclampsia rimangono i cardini fondamentali per il miglioramento della prognosi materna e fetale di questa grave malattia - spiega Stefania Rampello, ginecologa responsabile della divisione di Ostetricia Ficiologica degli Ospedali Riuniti e coordinatrice dello studio. I risultati ottenuti nel nostro studio sono molto incoraggianti e indicano che già a 12-14 settemane di gestazione, la flussimetria doppler permette di identificare con precisione le pazienti che hanno la più alta probabilità di andare incontro a pre-eclampsia e a un ritardo di crescita intrauterina, favorendo quindi un monitoraggio e un intervento tempestivo da parte dei medici».